L’accesso al sistema di formazione professionale regionale

Il sistema di formazione professionale regionale, poi, si articola in 4 segmenti.

  1. Istruzione e Formazione Professionale (IeFP)

L’Istruzione e Formazione Professionale è la proposta educativa che permette ai ragazzi che escono dalle scuole medie di conseguire una qualifica professionale attraverso un percorso di tre anni orientato al lavoro. Per approfondire clicca qui.

  1. Rete Politecnica

La Rete Politecnica è l’offerta formativa finalizzata a qualificare le competenze tecniche e scientifiche delle persone. Ne fanno parte i percorsi delle Fondazioni Istituti Tecnici Superiori (ITS) e i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS). Per approfondire clicca qui.

  1. Alta formazione e ricerca

Gli interventi per promuovere l’Alta formazione e la ricerca comprendono misure a sostegno della formazione specialistica, borse di ricerca e di dottorato e agevolazioni per favorire la nascita di imprese innovative. Per approfondire clicca qui.

  1. Lavoro e competenze

Sono gli interventi di politica attiva che accompagnano le persone nelle transizioni dalla formazione al mondo del lavoro e tra un’occupazione e l’altra. Per approfondire clicca qui.

 

Il sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) in Emilia Romagna

Nel 2011, con la Legge regionale n. 5, la Regione Emilia-Romagna ha istituito il Sistema regionale di Istruzione e formazione professionale (IeFP), che consente agli studenti, dopo la terza media, di frequentare un triennio di istruzione e formazione orientato al lavoro e, al termine di esso, di conseguire una qualifica professionale.

Dall’anno scolastico e formativo 2011/2012, dunque, in Emilia-Romagna gli studenti in uscita dalla scuola secondaria di primo grado possono quindi scegliere tra:

  • un percorso d’istruzione liceale, tecnica o professionale di 5 anni per conseguire un diploma di istruzione secondaria superiore;
  • un percorso di Istruzione e Formazione Professionale di 3 anni, per conseguire una qualifica professionale regionale riconosciuta a livello nazionale ed europeo (è in corso l’implementazione del quarto anno per il conseguimento del diploma professionale).

Il sistema regionale prevede che gli allievi che hanno ottenuto il titolo finale del primo ciclo di istruzione, se intendono conseguire una qualifica professionale, si iscrivano ad un Istituto Professionale, per frequentarvi un primo anno, fortemente orientativo e di preparazione al percorso professionalizzante, pur nel rispetto dell’ordinamento scolastico che deve poter portare anche al titolo quinquennale di maturità. Al termine del primo anno del percorso triennale unitario, frequentato presso gli Istituti Professionali, lo studente può:

  • proseguire ancora nell’Istruzione Professionale, fino alla qualifica (3° anno) e volendo fino al diploma quinquennale,
  • proseguire presso un Ente di formazione professionale accreditato dalla Regione Emilia-Romagna. In questo caso una volta conseguita la qualifica lo studente può rientrare a scuola, previa attività di valutazione e riconoscimento del percorso triennale seguito, per proseguire sino al diploma quinquennale, oppure continuare a formarsi scegliendo tra le opportunità del sistema formativo regionale o accedere al mondo del lavoro.

 

La scuola e l’ente di formazione accreditati, che collaborano strettamente per la realizzazione dei percorsi fin dal primo anno, rilasciano la stessa qualifica professionale, rispettando i curricula formativi loro propri ed adottando modalità didattiche diverse.

Possono accedere alla formazione presso gli enti di formazione professionale accreditati anche allievi che hanno conseguito in ritardo il titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione o che, pur avendo compiuto 16 anni, non lo hanno ancora conseguito e che quindi, trovandosi in una situazione ad alto rischio di abbandono o dispersione, si avvalgono del passaggio diretto dall’Istituto scolastico del primo ciclo di istruzione all’Ente di formazione professionale (maggiori dettagli in I percorsi personalizzati nella IeFP).

Il  Sistema regionale di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) è l’offerta formativa che consente ai ragazzi e alle ragazze in uscita dalla scuola secondaria di primo grado la possibilità di scegliere un percorso formativo che, dopo tre anni, permetta di acquisire una qualifica ed entrare nel mondo del lavoro. I percorsi di IeFP sono programmati in base ai fabbisogni formativi e professionali dei diversi territori, per fornire agli allievi competenze adeguate alle richieste delle imprese e facilitare il loro ingresso nel mercato del lavoro.

I percorsi realizzati presso gli enti di formazione accreditati sono selezionati dalla Regione tramite procedure ad evidenza pubblica e finanziati con risorse del Fondo sociale europeo e fondi nazionali.

L’elenco delle agenzie formative accreditate dalla regione Emilia-Romagna per l’obbligo formativo è rintracciabile qui.

Per l’elenco delle qualifiche professionali del sistema regionale che si possono conseguire al termine del triennio di Istruzione e Formazione Professionale, clicca qui.

Dall’anno scolastico 2016/2017, la Regione ha avviato la sperimentazione di percorsi formativi IeFP di quarto anno per il conseguimento di un diploma professionale, in continuità con i percorsi triennali a qualifica già attivi sul territorio regionale.

I corsi sono rivolti agli allievi provenienti dal triennio di IeFP che hanno conseguito la qualifica. Al termine del quarto anno gli studenti che superano le verifiche finali conseguono il diploma professionale nazionale e, contestualmente, il certificato di competenze relativo a una Unità di Competenza di una qualifica regionale di 5° livello EQF coerente con quella già acquisita al termine del triennio.

L’elenco dei percorsi di quarto anno programmati per l’anno scolastico 2016/2017 negli enti di formazione del sistema di Istruzione e Formazione Professionale dell’Emilia-Romagna è reperibile qui (Quarto anno — Formazione e lavoro (regione.emilia-romagna.it)

 

Percorsi Personalizzati nella IeFP (per chi ha terminato in ritardo il primo ciclo di istruzione o per chi, pur avendo 16 anno, non l’ha conseguito

Per favorire il successo formativo di tutti gli allievi, anche di quelli che hanno conseguito in ritardo il titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione o pur avendo compiuto 16 anni non lo hanno ancora conseguito e che quindi si trovano ad alto rischio di abbandono o dispersione, entro condizioni ben definite possono essere previsti specifici progetti formativi triennali personalizzati, da svolgersi presso gli Enti di formazione in collaborazione con gli Istituti professionali, gli Istituti secondari di I° grado e i Centri Territoriali per l’Educazione Permanente degli Adulti.

I progetti personalizzati prevedono l’attivazione di modalità didattiche innovative in grado di favorire l’acquisizione delle competenze professionali e di base, facendo ricorso a tutte le opportunità didattiche e formative conformi alla normativa. La filosofia dello schema progettuale è quella di condividere, tra Scuole secondarie di I° grado, Enti di formazione e Istituti professionali, un approccio basato sulla diagnosi delle competenze effettivamente possedute dal giovane, nel quadro della verifica congiunta su condizioni motivazionali e percorsi di studio pregressi al fine di sviluppare percorsi flessibili in modalità formative diversificate nel senso della apertura del processo di apprendimento adeguato ed eventualmente riprogrammato in base agli apprendimenti e ai risultati conseguiti dall’allievo.

I percorsi formativi possono ricomprendere progetti riconducibili a percorsi individualizzati costituiti da:

  • azioni orientative anche laboratoriali;
  • formazione nei contesti d’aula e laboratorio anche nell’ambito dei percorsi di IeFP attivi o in piccoli gruppi;
  • formazione in contesti lavorativi (tirocini curricolari);
  • servizi di formalizzazione e certificazione delle competenze.

 

Per rispondere all’art. 11 della L.R. 5/2011 di agevolare i passaggi tra il sistema dell’istruzione e sistema IeFP – con particolare attenzione agli studenti a rischio di abbandono scolastico e formativo, si opera nella direzione di assicurare che i raccordi organici rendano unitari e reversibili i percorsi degli allievi, per consentire orientamento in itinere e passaggi assistiti, evitando che scelte non reversibili, precoci o non pienamente consapevoli, conducano a insuccessi o abbandoni. A tal fine, pertanto, particolare attenzione viene posta nella realizzazione di azioni volte a favorire i passaggi e il riorientamento attraverso percorsi di sostegno alla transizione, che rendano effettiva la reversibilità delle scelte orientative degli allievi.

Ulteriori informazioni per l’iscrizione a percorsi triennali di Istruzione e Formazione Professionale sono reperibili qui https://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/iefp/approfondimenti/atti-amministrativi/iscrizione/2020-2021/iscrizioni-iefp-2020-2021)

La rete politecnica regionale – formazione superiore

La Rete politecnica della Regione Emilia-Romagna è stata istituita per raccordare, rafforzare e ampliare l’offerta regionale di formazione superiore (delibera di GR n. 775 del 9 giugno 2011).

Obiettivo della Rete è offrire una pluralità di proposte formative fondate sulla valorizzazione della cultura professionale, tecnica, tecnologica e scientifica. Caratteristica dei percorsi che la costituiscono è l’integrazione tra i diversi soggetti formativi – istituzioni scolastiche, enti di formazione professionale accreditati dalla Regione, università, centri di ricerca – e le imprese, impegnati a collaborare sulla base delle proprie esperienze e competenze alla progettazione e alla realizzazione delle attività.

L’offerta della Rete politecnica – programmata dalla Regione Emilia-Romagna attraverso risorse comunitarie del Fondo sociale europeo, nazionali e regionali – è costituita da tre tipologie di percorsi:

  • percorsi realizzati da Istituti tecnici superiori (link agli ITS)
  • percorsi di Istruzione e formazione tecnica superiore  (link agli IFTS)
  • percorsi di Formazione superiore (link alla formazione superiore)

Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS)

Gli ITS sono stati introdotti nell’ordinamento nazionale dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008 che ne definisce anche gli standard organizzativi e il titolo finale rilasciato, ma operano, sulla base di piani triennali, negli ambiti e secondo le priorità indicati dalla programmazione regionale.

Per approfondimenti sul sistema ITS nazionale clicca qui (https://sistemaits.it/index.php?auto=no).

Tali istituti rappresentano le nuove scuole di tecnologia dell’Emilia-Romagna, che formano tecnici altamente specializzati, richiesti dalle imprese dei settori strategici dell’economia regionale.

Gli ITS sono Fondazioni costituite da scuole, enti di formazione, università e imprese che collaborano alla progettazione e realizzazione dei percorsi formativi.

La collocazione delle Fondazioni ITS è provinciale, ma la logica a cui ciascun ITS sottende è quella regionale. Ciascun ITS deve saper rispondere alle esigenze delle persone e ai fabbisogni formativi di tutte le imprese del territorio regionale e deve collaborare con tutte le Fondazioni della rete mettendo a disposizione eccellenze, esperienze e competenze.

I percorsi realizzati dagli Istituti tecnici superiori, alternativi all’università ma ad essa collegati, durano 2 anni e si articolano in 4 semestri, per una durata complessiva di 1.800/2.000 ore, tra i docenti vi è una presenza significativa di professionisti provenienti dal mondo del lavoro e, nel corso del biennio, gli studenti devono obbligatoriamente svolgere un tirocinio, anche all’estero.

I percorsi si rivolgono a giovani e adulti in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore (il numero minimo previsto è di 20 partecipanti per ogni percorso) e, per iscriversi, è necessario sostenere e superare una prova di accesso.

Gli ITS sono finanziati con fondi pubblici, sia nazionali che regionali.

A conclusione del percorso, a seguito di una verifica finale, si consegue il diploma di Tecnico superiore valido a livello nazionale, con l’indicazione dell’area tecnologica e della figura nazionale di riferimento, che consente l’accesso ai concorsi pubblici e alle università con il riconoscimento di crediti formativi universitari

Per approfondire I 19 percorsi delle Fondazioni ITS clicca qui (https://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/rete-politecnica/approfondimenti/istituti-tecnici-superiori-its)

I percorsi di Istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS)

Gli IFTS sono percorsi di formazione superiore progettati e realizzati da istituti di istruzione secondaria superiore, enti di formazione professionale accreditati, università e imprese per formare tecnici specializzati capaci di presidiare e gestire i processi organizzativi e produttivi di impresa anche connessi alle innovazioni tecnologiche e all’internazionalizzazione dei mercati.

I corsi IFTS sono rivolti a giovani e adulti, non occupati o occupati, residenti o domiciliati in Emilia-Romagna, in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore che intendono entrare qualificati nel mercato del lavoro o reinserirsi con l’acquisizione di nuove competenze. L’accesso è consentito anche a coloro che sono stati ammessi al quinto anno dei percorsi liceali e a coloro che non sono in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore, previo accreditamento delle competenze acquisite in precedenti percorsi di istruzione, formazione e lavoro successivamente all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

Hanno una durata complessiva di 800/1000 ore, sono articolati in due semestri, e si attivano con un numero minimo di 20 allievi. La formazione d’aula e di laboratorio è accompagnata da periodi di stage per consentire ai partecipanti di sperimentare in impresa le competenze acquisite, di conoscere gli ambienti lavorativi e comprenderne le dinamiche relazionali.

Al termine di un percorso IFTS, a seguito del superamento di una verifica finale, viene rilasciato il certificato di specializzazione tecnica superiore valido a livello nazionale.

Per approfondire clicca qui (https://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/rete-politecnica/approfondimenti/istruzione-e-formazione-tecnica-superiore-ifts)

Le specializzazioni IFTS che costituiscono le figure di riferimento a livello nazionale declinabili in specifici profili regionali sulla base dei fabbisogni professionali, espressione del contesto socio economico del territorio, sono le seguenti.

  • Manifattura e artigianato
  • Tecniche per la realizzazione artigianale di prodotti del made in Italy
  • Meccanica impianti e costruzioni
  • Tecniche di disegno e progettazione industriale
  • Tecniche di industrializzazione del prodotto e del processo
  • Tecniche per la programmazione della produzione e la logistica
  • Tecniche di installazione e manutenzione di impianti civili e industriali
  • Tecniche dei sistemi di sicurezza ambientali e qualità dei processi industriali
  • Tecniche di monitoraggio e gestione del territorio e dell’ambiente
  • Tecniche di manutenzione, riparazione e collaudo degli apparecchi dispositivi diagnostici
  • Tecniche di organizzazione e gestione del cantiere edile
  • Tecniche innovative per l’edilizia
  • Cultura, informazione e tecnologie informatiche
  • Tecniche per la sicurezza delle reti e dei sistemi
  • Tecniche per la progettazione e lo sviluppo di applicazioni informatiche
  • Tecniche per l’integrazione dei sistemi e di apparati TLC
  • Tecniche per la progettazione e gestione di database
  • Tecniche di informatica medica
  • Tecniche di produzione multimediale
  • Tecniche di allestimento scenico
  • Servizi commerciali
  • Tecniche per l’amministrazione economico-finanziaria
  • Turismo e sport
  • Tecniche di progettazione e realizzazione di processi artigianali e di trasformazione agroalimentare con produzioni tipiche del territorio e della tradizione enogastronomica
  • Tecniche per la promozione di prodotti e servizi turistici con attenzione alle risorse, opportunità ed eventi del territorio.

 

La Regione Emilia-Romagna ogni anno programma i percorsi IFTS sulla base delle figure più richieste dalle imprese.

I percorsi di formazione superiore

Completano l’offerta della Rete Politecnica e forniscono competenze per la formazione di figure gestionali e manageriali capaci di accompagnare le imprese nei processi di innovazione.

Si rivolgono a giovani e adulti in possesso di un titolo di studio o di competenze ed esperienze tali da rendere possibile il processo di apprendimento delle competenze proprie della qualifica.

I percorsi di formazione superiore sono realizzati da enti di formazione professionale accreditati, in collaborazione con le imprese e gli altri soggetti del sistema educativo e formativo regionale.

Hanno una durata complessiva di 500 ore e rilasciano un certificato di qualifica professionale.

Le qualifiche di approfondimento tecnico–specializzazione (7^ livello EQF) del Sistema Regionale

L’offerta formativa sul territorio regionale è reperibile qui ((https://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/rete-politecnica/approfondimenti/formazione-superiore)

Alta formazione e ricerca

Per costruire un grande e diffuso sistema regionale dell’innovazione, basato sulle competenze delle persone e su relazioni forti tra imprese e strutture di ricerca, la Regione ha approvato nel 2015 il Piano “Alte competenze per la ricerca, il trasferimento tecnologico e l’imprenditorialità”, una strategia triennale che programma in modo integrato le risorse dei Fondi Strutturali europei di Investimento: Fondo sociale europeo, Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

Gli ambiti di ricerca su cui la Regione ha scelto di investire sono innanzitutto quelli finalizzati a sviluppare le risorse umane per la specializzazione intelligente- in linea con gli obiettivi della strategia regionale delineata nel 2014 – e per un’economia digitale.

Tra le misure di intervento previste ci sono i dottorati di ricerca (Dottorati di ricerca — Formazione e lavoro (regione.emilia-romagna.it), gli assegni di ricerca post laurea di II livello e/o post dottorato finalizzati a progetti di ricerca applicata oppure a spin off da ricerca (Assegni di ricerca — Formazione e lavoro (regione.emilia-romagna.it), i master universitari di I e II livello e i corsi di perfezionamento (Master e corsi di perfezionamento 2017 — Formazione e lavoro (regione.emilia-romagna.it). L’accesso delle persone alle misure è finanziato tramite gli strumenti delle borse di dottorato, gli assegni di ricerca e gli assegni formativi per la partecipazione a percorsi post universitari di alta formazione.

Per approfondire clicca qui https://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/alta-formazione-ricerca/alta-formazione-e-ricerca

Lavoro e competenze

Tale ambito di intervento riguarda tutte le misure promosse alla Regione per aumentare le competenze delle persone e favorire il loro ingresso e la loro permanenza qualificata nel mercato del lavoro.

La Regione promuove e finanzia, con le risorse del Fondo sociale europeo e con fondi nazionali, interventi per accompagnare le persone nelle transizioni tra la formazione e il lavoro e tra un lavoro e un altro, per aggiornare le competenze dei lavoratori, per sostenere la creazione di nuove imprese e per garantire l’inclusione sociale dei soggetti più vulnerabili. Gli interventi sono programmati in modo tale da rispondere sia ai fabbisogni delle imprese che alle esigenze delle persone, valorizzando le esperienze e le potenzialità di ciascuno, per fare del lavoro un motore di sviluppo individuale e sociale.

Per facilitare un ingresso qualificato nel mercato del lavoro dei giovani che hanno terminato il proprio percorso educativo e formativo, la Regione finanzia percorsi di orientamento e di formazione in impresa e promuove il tirocinio e l’apprendistato.

Le opportunità formative rivolte agli inoccupati – ossia alle persone che non hanno mai lavorato – e ai disoccupati sono finanziate con le risorse del Fondo sociale europeo.

Anche i corsi della Rete Politecnica – percorsi biennali degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) e percorsi di formazione tecnica e di specializzazione – sono aperti alla partecipazione dei cittadini privi di un’occupazione.

A supporto delle persone che sono in cerca di un’occupazione, promuove misure di politica attiva che forniscono competenze coerenti con le richieste del sistema economico-produttivo. Le misure, personalizzate per valorizzare le precedenti esperienze formative e professionali dei partecipanti, possono comprendere diverse azioni, tra cui l’orientamento, la formazione in aula e in impresa, l’accompagnamento al lavoro e all’avvio di un’attività autonoma.

Tali opportunità sono definite anche in risposta a situazioni di crisi aziendali o settoriali, come quella del sistema dell’edilizia e delle costruzioni, al fine di contrastare l’espulsione dei lavoratori e di favorire la loro eventuale ricollocazione.

I percorsi formativi per l’occupazione, finanziati con risorse del Fondo sociale europeo, sono organizzati da enti di formazione accreditati dalla Regione, hanno una durata compresa fra le 240 e le 600 ore e rilasciano al termine un certificato di competenze oppure un certificato di qualifica professionale.

L’offerta formativa è consultabile qui.

Alle persone con disabilità e alle persone che per condizioni individuali, sociali ed economiche sono a rischio di marginalità sociale è destinato un sostegno mirato per l’inserimento lavorativo e l’inclusione: percorsi personalizzati di orientamento, formazione in aula e in impresa, tirocini e accompagnamento al lavoro. Per affrontare i bisogni complessi delle persone più fragili e raggiungere l’obiettivo dell’inserimento lavorativo, la Regione con la Legge 14/2015 ne ha previsto la presa in carico integrata da parte dei servizi sociali, sanitari e del lavoro.

Fanno parte del segmento “Lavoro e competenze” anche i tirocini, l’apprendistato e la formazione continua.

I tirocini

La regolamentazione in materia di tirocini è di competenza esclusiva delle Regioni e delle Province autonome. Con l’accordo del 25 maggio 2017 in sede di Conferenza Stato-Regioni, sono state emanate le Linee guida in materia di tirocini (che hanno aggiornato e sostituito le precedenti Linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento, approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 24 gennaio 2013) che le Regioni e Province autonome si sono impegnate a recepire con i provvedimenti di propria competenza.

Il tirocinio è uno degli strumenti che la Regione Emilia-Romagna promuove per supportare l’inserimento lavorativo delle persone, in particolare dei giovani, e per sostenere le loro scelte professionali. Non si tratta di un rapporto di lavoro ma di una modalità formativa che fa acquisire nuove competenze attraverso la conoscenza diretta del mondo del lavoro.

I cittadini stranieri comunitari, o extracomunitari che soggiornano regolarmente sul territorio italiano, possono effettuare un tirocinio con le stesse modalità dei cittadini italiani.

Per quanto concerne persone straniere che si rifugiano in Italia chiedendo protezione internazionale è prevista la possibilità di svolgere un tirocinio per i rifugiati e la stessa possibilità è estesa anche a favore dei richiedenti asilo (Decreto legisLativo 251 del 19 novembre 2007).

In particolare, gli stranieri titolari di permesso di soggiorno per richiesta di asilo possono svolgere un tirocinio formativo in Italia anche durante i primi 6 mesi di avvio della procedura, poiché i tirocini non hanno natura giuridica di rapporto di lavoro (Decreto legislativo n.140 del 30 maggio – art. 11 comma 1).

Attualmente inoltre i richiedenti asilo e i titolari di protezione internazionale sono espressamente richiamati, senza alcuna limitazione temporale, dalle Linee guida in materia di tirocini, adottate con l’accordo Stato-Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano il 25 maggio 2017, nella parte in cui individuano le categorie “svantaggiate” (punto n. 1 lettera c) delle linee guida.

I tirocini di stranieri residenti all’estero sono regolamentati dalla Delibera di Giunta Regionale n.543 del 18/05/2015.

I cittadini extra-Ue che si trovano all’estero possono fare ingresso in Italia per finalità formative, qualora siano chiamati a svolgere in unità produttive del nostro Paese attività nell’ambito di un rapporto di tirocinio funzionale al completamento di un corso di formazione professionale.

Ai fini dell’ingresso per tirocinio formativo e di orientamento non è richiesto un nulla osta al lavoro. Il visto d’ingresso per motivi di studio o formazione viene rilasciato direttamente dalla rappresentanza diplomatico-consolare, nei limiti di un contingente annualmente determinato.

Nel progetto di tirocinio potrà poi stabilirsi che tale onere sia assunto direttamente dal soggetto ospitante. Altra peculiarità relativa ai tirocini da attivare con i cittadini extra-Ue che si trovano all’estero riguarda il progetto di tirocinio da allegare alla domanda di visto presentata alla rappresentanza diplomatico consolare su richiesta dei soggetti promotori, il quale deve essere prima debitamente vistato dall’autorità competente ai sensi dei singoli ordinamenti regionali.

I progetti di tirocinio vanno quindi, così come anche previsto dall’art. 40, comma 9 del regolamento di attuazione del Testo Unico sull’immigrazione DLgs. 25 luglio 1998 n. 286, preventivamente vistati dalle Regioni.

I tirocini sono percorsi decisivi per favorire l’acquisizione di competenze attraverso la conoscenza diretta di una realtà lavorativa e per ridurre i tempi di ingresso o di reinserimento nel mercato del lavoro. Per questo la Legge regionale n.7/2013 ha dato nuove regole a questo strumento, prevedendo quattro differenti tipologie di tirocinio extracurriculare, con caratteristiche, durata e destinatari diversi:

  1. tirocinio formativo e di orientamento, rivolto a chi ha conseguito un titolo studio da non più di 12 mesi;
  2. tirocinio di inserimento/reinserimento al lavoro, rivolto a inoccupati, disoccupati, persone in mobilità;
  3. tirocinio per persone con disabilità e in condizione di svantaggio;
  4. tirocinio finalizzato all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione.

 

Non rientrano invece: i tirocini curriculari, i periodi di pratica professionale, i tirocini transnazionali, i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso, i tirocini estivi.

La legge regionale prevede che in Emilia-Romagna ai tirocinanti sia attribuita un’indennità di almeno 450 euro al mese.

I tirocini devono essere regolati da un’apposita convenzione, stipulata tra il soggetto che ospiterà il tirocinante (un datore di lavoro pubblico o privato) e un soggetto promotore (ad esempio un ente di formazione, una scuola, un’università, un Centro per l’impiego), garante della regolarità e della qualità del percorso.

Soggetti promotori

I tirocini devono essere promossi da soggetti terzi rispetto ai tirocinanti e ai datori di lavoro che li ospitano, che garantiscano la regolarità e la qualità dei percorsi.

In Emilia-Romagna possono essere soggetti promotori di tirocini:

  • Agenzia Regionale per il Lavoro dell’Emilia-Romagna,
  • Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL),
  • università statali e non statali,
  • istituzioni scolastiche statali e paritarie,
  • Fondazioni ITS,
  • soggetti accreditati dalla Regione ai servizi per il lavoro,
  • enti di formazione accreditati dalla Regione,
  • soggetti autorizzati dal Ministero del Lavoro all’attività di intermediazione,
  • GO – azienda regionale per il diritto agli studi superiori,
  • aziende unità sanitarie locali, comuni, aziende di servizi alla persona, aziende speciali consortili, comunità terapeutiche, enti e cooperative sociali, purché iscritti negli specifici albi regionali, relativamente a quanti hanno seguito percorsi terapeutici, riabilitativi e d’inserimento sociale.

 

L’elenco dei soggetti promotori autorizzati a cui rivolgersi è costantemente aggiornato e può essere visionato qui (Soggetti promotori — Formazione e lavoro (regione.emilia-romagna.it).

Poiché il tirocinio è prima di tutto un’esperienza formativa, ciascun percorso si deve basare su un progetto formativo individuale che ne stabilisca gli obiettivi di apprendimento. Per garantire la qualità della formazione e la sua omogeneità su tutto il territorio, la Regione prende a riferimento per la progettazione dei tirocini le qualifiche del Sistema regionale (SRQ).

Al termine di un percorso di tirocinio, per verificare che gli obiettivi siano stati effettivamente conseguiti, le conoscenze e le capacità acquisite dal tirocinante sono documentate e valutate. Tutti i tirocini avviati dal 1° settembre 2014 si concludono al tal fine con il servizio di formalizzazione e certificazione delle competenze (SRFC), finanziato dalla Regione ed erogato da appositi organismi accreditati. Se la certificazione ha esito positivo, viene rilasciato al tirocinante un attestato regionale, la “Scheda Capacità e Conoscenze”.

I tirocini all’estero

I tirocini possono essere svolti anche all’estero. La Regione promuove la mobilità internazionale per i cittadini dell’Emilia-Romagna, soprattutto i giovani, che vogliono mettersi alla prova in un’esperienza di formazione e lavoro all’estero.

Per informazioni sui tirocini all’estero è possibile rivolgersi a:

Mobilitas (www.mobilitasonline.net)
Un servizio gratuito dell’Assemblea Legislativa della Regione che offre orientamento e accompagnamento per la realizzazione di esperienze di studio, tirocinio, lavoro o volontariato all’estero. Si tratta di un centro di servizi fisico e virtuale dove è possibile recarsi personalmente oppure contattare gli operatori via telefono, email, skype o facebook.

Europe Direct (Homepage — Europedirect (assemblea.emr.it))
Il sito del Centro Europe Direct Emilia-Romagna dell’Assemblea legislativa della Regione.

Eures (EURES – EURES – il portale europeo della mobilità professionale – Commissione europea (europa.eu)
Il portale europeo della mobilità professionale raccoglie opportunità di lavoro, compresi tirocini, nei paesi dell’UE.

Erasmus + (Erasmusplus | Il Programma europeo per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport)
Il portale del programma dell’Unione europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport 2014-2020 contiene indicazioni sui tirocini formativi per giovani (Mobilità VET Learners) in mobilità transnazionale

Portale europeo per i giovani (Portale Europeo per i Giovani | European Youth Portal (europa.eu))
Contiene indicazioni per tirocini presso organizzazioni internazionali e le istituzioni dell’UE.

I tirocini possono essere attivati anche nell’ambito del Programma Garanzia Giovani (Portale Europeo per i Giovani | European Youth Portal (europa.eu), il programma dell’Unione europea rivolto ai ragazzi e alle ragazze tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, opportunità per acquisire nuove competenze e per entrare nel mercato del lavoro.

I giovani fino a 29 anni che hanno assolto il diritto dovere all’istruzione e alla formazione professionale e che hanno aderito al programma Garanzia Giovani, possono dunque intraprendere un tirocinio presso datori di lavoro sia privati che pubblici.

I giovani, dopo il colloquio di orientamento presso il Centro per l’impiego (qui l’elenco regionale https://www.agenzialavoro.emr.it/) si devono rivolgere a un soggetto promotore di tirocini autorizzato dalla Regione che accompagna il giovane nell’individuazione del datore di lavoro e segue le procedure necessarie all’avvio del percorso, con la firma della convenzione e la sottoscrizione del progetto formativo individuale. Perché il percorso sia attivato nell’ambito di Garanzia Giovani il giovane deve essere iscritto al programma e la convenzione deve essere siglata con un soggetto promotore autorizzato.

L’elenco dei soggetti promotori autorizzati nell’ambito di Garanzia Giovani è consultabile qui.

I percorsi possono durare al massimo 6 mesi, oltre i quali non possono essere prorogati. La durata dei percorsi dipende dagli obiettivi di apprendimento previsti per ciascun tirocinante nel progetto formativo individuale.

Solo per i giovani con disabilità o in condizioni di svantaggio, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria e in percorsi di protezione sociale, i tirocini possono durare fino a 12 mesi.

L’apprendistato

Il contratto di apprendistato è disciplinato a livello nazionale dal Decreto legislativo n. 81 del 2015 “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni” e relativo dal Decreto interministeriale del 12/10/2015.

L’apprendistato, per il suo contenuto formativo, è il contratto che la Regione ha scelto di sostenere per favorire un accesso qualificato dei giovani nel mercato del lavoro. Ne esistono tre diverse forme:

  • apprendistato per la qualifica,
  • apprendistato professionalizzante e
  • apprendistato di alta formazione e ricerca.

 

La Regione ha recepito il decreto con la Delibera di Giunta n.963 del 21/06/2016 che approva uno schema di protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna, Ufficio Scolastico Regionale, Università, Fondazioni ITS e parti sociali sulla disciplina di attuazione dell’apprendistato, in particolare dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e dell’apprendistato di alta formazione e di ricerca. Dopo la firma del protocollo del 14 luglio 2016, la Regione ha individuato le modalità con cui rendere disponibile l’offerta formativa.

In particolare, la Regione sostiene i contratti di apprendistato che permettono ai giovani di conseguire un titolo di studio lavorando in impresa, dalla qualifica professionale al diploma, fino alla laurea, al master universitario e al dottorato di ricerca.

Maggiori informazioni circa l’apprendistato in Emilia Romagna sono consultabili qui.

La formazione continua

Alla cosiddetta formazione continua e permanente, appartengono tutti i percorsi rivolti a lavoratori dipendenti e autonomi e agli imprenditori, finalizzati a sostenere la crescita professionale individuale anche nella creazione di nuove realtà imprenditoriali, promuovere la sicurezza sul lavoro, migliorare il profilo competitivo delle imprese e sostenere l’innovazione produttiva e organizzativa del sistema economico regionale.

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