L'apprendistato e il sistema duale

L’apprendistato nasce come strumento fondamentale per l’attuazione del precetto contenuto all’ art. 35, comma 2, della Costituzione: “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. (…)”.

Regolamentato per la prima volta con la Legge n. 25 del 19 gennaio 1955, nella seconda metà degli anni ’90 è stato oggetto di una prima riforma che lo ha rilanciato per favorire l’occupazione giovanile con un rilevante incremento nel corso degli anni della sua diffusione, anche in corrispondenza del fatto che, a partire dal 2004, è divenuto l’unico contratto di lavoro a contenuto formativo presente nell’ordinamento italiano. Recentemente è stato oggetto di importanti modifiche, culminate nell’adozione del Testo Unico dell’Apprendistato e del Decreto Legislativo 81/2015 nel quale è confluito il precedente Testo Unico, arricchendolo con alcune novità.

L’elemento caratterizzante dell’apprendistato è rappresentato dal fatto che il datore di lavoro, nell’esecuzione dell’obbligazione posta a suo carico, è tenuto ad erogare, come corrispettivo della presentazione di lavoro, non solo la retribuzione, ma anche la formazione necessaria all’acquisizione delle competenze professionali o alla riqualificazione di una professionalità. Queste due obbligazioni hanno pari dignità e non sono tra loro alternative o accessorie.

L’apprendistato, dunque, è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile ed è uno dei capisaldi del cosiddetto sistema duale italiano. Per approfondire clicca qui.

Quando si parla di formazione duale si fa riferimento solitamente al modello di formazione professionale alternata fra scuola e lavoro che vede le istituzioni formative e i datori di lavoro fianco a fianco nel processo formativo. Questo modello, mutuato dalla cultura tedesca e diffuso in molti altri Paesi del Nord Europa, ha avuto notevole incidenza nel più recente dibattito politico italiano, nell’ottica di adottare le misure di medio-lungo periodo per ridurre i tassi di disoccupazione, agevolare le transizioni e ridurre il divario in termini di competenze tra scuola ed impresa. In tale direzione muovono in particolare la Legge n. 107/2015 e il Decreto Legislativo n. 81/2015 che operano un rafforzamento dell’asse formazione – lavoro, finalizzato alla creazione di un sistema organicamente integrato.

Gli strumenti con cui opera il sistema duale in Italia sono:

– l’istruzione e formazione professionale (IeFP): svolta presso i centri di formazione professionale accreditati dalle regioni (link al regionale) oppure, dove previsto, presso gli Istituti professionali di Stato. I corsi possono essere triennali, per la qualifica professionale, o quadriennali, per il diploma;

– l’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria in ogni istituzione formativa e tipologia di percorso, è una metodologia didattica introdotta nel sistema educativo con l’obiettivo di arricchire i percorsi del secondo ciclo con competenze spendibili nel mercato del lavoro (Legge 107/2015);

– l’impresa formativa simulata che è una delle modalità di realizzazione dell’alternanza scuola-lavoro, attuata mediante la costituzione di un’azienda virtuale animata dagli studenti, che svolge un’attività di mercato in rete (e-commerce) e fa riferimento ad un’azienda reale (azienda tutor o madrina) che costituisce il modello di riferimento da emulare in ogni fase o ciclo di vita aziendale;

– l’apprendistato che è la forma privilegiata di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro poiché consente, da un lato, il conseguimento di un titolo di studio e, dall’altro, di maturare un’esperienza professionale diretta.

Secondo quanto previsto dal Jobs Act, infatti, il Decreto Legislativo n. 81/2015 ha operato una revisione profonda della relativa disciplina per favorire la creazione di un sistema duale che integra istruzione, formazione e lavoro, soprattutto grazie alle due tipologie di apprendistato finalizzate all’ottenimento di un titolo di studio di livello secondario o terziario. Esistono infatti tre tipologie di contratti di apprendistato, diverse per finalità, soggetti destinatari e profili normativi:

  1. apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, per i giovani dai 15 anni fino al compimento dei 25, finalizzato a conseguire una delle predette qualificazioni;
  2. apprendistato professionalizzante, per i giovani dai 18 ai 29 anni compiuti, finalizzato ad apprendere un mestiere e a conseguire una qualificazione professionale di cui alla contrattazione collettiva;
  3. apprendistato di alta formazione e ricerca, per i giovani dai 18 ai 29 anni compiuti, finalizzato al conseguimento di titoli di studio universitari e dell’alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori, per attività di ricerca nonché per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche.

Le diverse tipologie di apprendistato identificano degli obiettivi diversi ed il ruolo delle Regioni e delle Province Autonome è fondamentale sotto l’aspetto formativo, per questo le regolamentazioni sono eterogenee. Per l’Emilia Romagna vedi qui.

La sperimentazione del Sistema Duale, introdotta da uno specifico Accordo Stato-Regioni approvato il 24 settembre 2015, consentirà in un biennio a circa 60 mila giovani di poter conseguire una qualifica e/o un diploma professionale attraverso percorsi formativi che prevedono, una effettiva alternanza tra formazione e lavoro.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per il tramite di Italia Lavoro ha pubblicato un Avviso pubblico per selezionare 300 centri di formazione professionale che concretamente realizzeranno la sperimentazione in Italia nella filiera formativa della Istruzione e formazione professionale.

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