Il sistema educativo nazionale

Il sistema educativo nazionale

In Italia il sistema educativo di istruzione e formazione professionale si articola in fasi distinte.

La scuola dell’infanzia è aperta a tutti i bambini italiani e stranieri che abbiano un’età compresa fra i tre e i cinque anni compiuti entro il 31 dicembre. Ha durata triennale e non è obbligatoria. Questa prima fase del percorso di istruzione serve all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale dei bambini, favorendone l’autonomia, la creatività, l’apprendimento. Possono iscriversi alla scuola dell’infanzia i bambini che compiono tre anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. Tale possibilità è, comunque, subordinata alle seguenti condizioni (Decreto del Presidente della Repubblica 89/2009 di revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, art. 2):

  1. disponibilità dei posti;
  2. accertamento dell’avvenuto esaurimento di eventuali liste di attesa;
  3. disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell’agibilità e funzionalità, tali da rispondere alle diverse esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni;
  4. valutazione pedagogica e didattica, da parte del collegio dei docenti, dei tempi e delle modalità dell’accoglienza.

Il primo ciclo di istruzione si articola in due percorsi scolastici consecutivi e obbligatori:

– la scuola primaria, della durata di cinque anni, detta anche scuola elementare, permette ai bambini di acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità logico-critiche (Legge 53/2003). La frequenza alla scuola primaria è obbligatoria per tutti i ragazzi italiani e stranieri che abbiano compiuto sei anni di età entro il 31 dicembre. L’iscrizione è facoltativa per chi compie sei anni entro il 30 aprile dell’anno successivo;

– la scuola secondaria di primo grado, della durata di tre anni, ovvero la scuola media, attraverso le discipline, è finalizzata alla crescita delle capacità autonome di studio e di interazione sociale; si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al secondo ciclo. La frequenza alla scuola secondaria di primo grado è obbligatoria per tutti i ragazzi italiani e stranieri che abbiano concluso il percorso della scuola primaria. Il primo ciclo di istruzione si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al secondo ciclo.

 

Per quanto concerne il secondo ciclo di istruzione, la scuola secondaria di secondo grado (Superiori) si divide in due grandi segmenti o “sistemi”: quello dell’Istruzione da un lato e quello dell’Istruzione e Formazione professionale (IeFP) dall’altro; il primo, di competenza statale, comprende i Licei, gli Istituti Tecnici (IT) e gli Istituti Professionali (IP); il secondo, di competenza regionale, i percorsi di IeFP.

Con la Legge 53/2003 (art. 2, 1° comma, lett. c) ed i successivi Decreti legislativi (76/05 e 226/05) è stato introdotto il diritto-dovere all’istruzione.

L’obbligo di istruzione, introdotto dalla Legge 296 del 27 dicembre 2006, è collocato all’interno del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione e si assolve frequentando la scuola primaria, la scuola secondaria di primo e il primo biennio di scuola secondaria di II grado o anche frequentando i percorsi di istruzione e formazione professionale.

I giovani e le giovani che hanno compiuto i 15 anni di età possono assolvere l’obbligo di istruzione anche tramite la stipula di un contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (Decreto Legislativo n. 167 del 14 settembre 2011 poi modificato dal Decreto Legislativo n. 81 del 15 giugno 2015).

Gli studenti che non hanno conseguito il titolo conclusivo dei primo ciclo e che hanno compiuto il sedicesimo anno di età possono conseguire tale titolo presso i Centri Provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA).

L’obbligo formativo, introdotto dalla Legge n. 144/1999 (Articolo 68) e integrato dalla Legge 53/2003 e dal Decreto Legge 76/05, prolunga la durata dei percorsi formativi rispetto al passato, allineandosi così agli altri paesi dell’Unione Europea e riconosce pari dignità ai diversi percorsi formativi: l’Istruzione Scolastica, la Formazione Professionale e l’Apprendistato, prevedendo il diritto/dovere dei giovani che hanno assolto all’obbligo scolastico, a frequentare attività formative fino all’età di 18 anni, oppure fino al conseguimento di un Diploma di Stato o di una Qualifica Professionale.

Dall’anno scolastico 2010/2011, in seguito alla riforma, il cosiddetto “riordino” del secondo ciclo di istruzione, il sistema di istruzione secondaria superiore è stato rivisto per offrire un panorama più chiaro per le scelte delle famiglie e si articola in:

Licei. Ogni liceo dura cinque anni. Si articola in due bienni e in un quinto anno al termine del quale si sostiene l’esame di Stato, propedeutico al proseguimento degli studi universitari. Sono previsti sei percorsi, alcuni dei quali si articolano in indirizzi, oppure prevedono un’opzione, cioè un piano di studi diverso rispetto a quello principale:

  • Liceo artistico – indirizzo Arti figurative, Architettura e ambiente, indirizzo Design, Audiovisivo e multimediale, indirizzo Grafica, Scenografia
  • Liceo classico
  • Liceo linguistico
  • Liceo musicale e coreutico, con le sezioni Musicale e Coreutica
  • Liceo scientifico e opzione scienze applicate
  • Liceo delle scienze umane e opzione economico-sociale

 

Istituti tecnici. Tutti hanno la durata di cinque anni e si articolano in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale si sostiene l’esame di Stato e si consegue il diploma di istruzione tecnica propedeutico al proseguimento degli studi universitari.
Gli Istituti tecnici si ripartiscono in due settori:

– il settore Economico articolato in due indirizzi (indirizzo Amministrazione, Finanza e marketing, indirizzo Turismo);

– il settore Tecnologico articolato in 9 indirizzi (indirizzo Meccanica, meccatronica ed energia, indirizzo Trasporti e logistica, indirizzo Elettronica ed elettrotecnica, indirizzo Informatica e telecomunicazioni, indirizzo Grafica e comunicazione, indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie, indirizzo Sistema moda, indirizzo Agraria, agroalimentare e agroindustria, indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio).

Sono previste articolazioni ed opzioni per corrispondere alle diverse e specifiche esigenze produttive.

 

Istituti professionali. Hanno la durata di cinque anni e sono articolati in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale si sostiene l’esame di Stato e si consegue il diploma di istruzione professionale utile anche alla continuazione degli studi in qualunque facoltà universitaria. Gli istituti professionali si ripartiscono in due settori:

  • il settore dei servizi articolato in quattro indirizzi (indirizzo Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, indirizzo Servizi socio-sanitari, indirizzo Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, indirizzo servizi commerciali);
  • il settore industria e artigianato articolato in due indirizzi (indirizzo Produzioni industriali e artigianali e indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica).

Per maggiori informazioni: clicca qui.

 

Anche il sistema di istruzione e formazione professionale ha subito un ridimensionamento: sono stati attivati 21 percorsi triennali, successivamente diventati 22. Per approfondire clicca qui.

 

Il sistema dell’istruzione superiore è organizzato come segue:

Università. L’Italia è stata uno dei primi Paesi ad aderire al processo di Bologna organizzando l’istruzione superiore in percorsi di primo, secondo e terzo ciclo. Nella quasi totalità delle università, già dall’anno accademico 1999/2000, il ciclo degli studi all’università è articolato su tre livelli:

  • Laurea triennale (3 anni);
  • Laurea magistrale, ex-laurea specialistica (2 anni)
  • Dottorato di ricerca (3 anni) o scuola di specializzazione (2-5 anni).

In grande prevalenza in Italia gli istituti di istruzione universitaria sono statali (un centinaio), ma ci sono circa una trentina università non statali (anche telematiche). Ci sono poi altre tipologie di istituzioni che rilasciano titoli equipollenti a quelli universitari: le scuole superiori per mediatori linguistici (Ssml) e istituti di specializzazione in psicoterapia.

Alta formazione artistica e musicale (Afam) a cui afferiscono:

  • Accademie di belle arti
  • Istituti superiori per le industrie artistiche (Isia)
  • Accademia nazionale di arte drammatica
  • Conservatori di musica
  • Accademia nazionale di danza

Istituti tecnici superiori (Its), si configurano come fondazioni di partecipazione, l’offerta è distribuita su tutto il territorio nazionale e offrono una formazione nelle seguenti sei aree tecnologiche: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, nuove tecnologie per il made in Italy, tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – turismo e tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Altri istituti superiori che offrono istruzione superiore non terziaria:

  • Scuola nazionale di cinema (Centro sperimentale di cinematografia)
  • Istituto centrale del restauro
  • Scuola di restauro del mosaico
  • Scuola dell’Opificio delle pietre dure
  • Scuole di archivistica paleografia e diplomatica
  • Accademie militari
  • Istituto centrale per la patologia del libro
  • Fondazione per la conservazione e il restauro dei beni librari

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