Il sistema educativo nazionale

Il sistema scolastico italiano è stato coinvolto da numerose riforme a partire dalla fine degli anni ’90 ad oggi, che insieme alle normative regionali, hanno creato un sistema articolato e complesso che pare opportuno descrivere sinteticamente.

In Italia il sistema educativo di istruzione e formazione professionale si articola in fasi distinte.

  • Sistema integrato zero-sei anni, non obbligatorio, della durata complessiva di 6 anni.
  • Primo ciclo di istruzione, obbligatorio, della durata complessiva di 8 anni, articolato in
  • scuola primaria¸ di durata quinquennale, per le alunne e gli alunni da 6 a 11 anni;
  • scuola secondaria di primo grado, di durata triennale, per le alunne e gli alunni da 11 a 14 anni.
  • Secondo ciclo di istruzione articolato in due tipologie di percorsi:
  • scuola secondaria di secondo grado, di durata quinquennale, per le studentesse e gli studenti che hanno concluso positivamente il primo ciclo di istruzione. Le scuole organizzano percorsi di liceo, di istituti tecnici e di istituti professionali per le studentesse e gli studenti da 14 a 19 anni;
  • percorsi triennali e quadriennali di istruzione e formazione professionale (IeFP) di competenza regionale, rivolti sempre alle studentesse e agli studenti che hanno concluso positivamente il primo ciclo di istruzione.
  • Istruzione superiore offerta dalle Università, dalle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) e dagli istituti tecnici Superiori (ITS) con diverse tipologie di percorsi:
  • percorsi di istruzione terziaria offerti dalle Università;
  • percorsi di istruzione terziaria offerti dalle istituzioni dell’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica);
  • percorsi di formazione terziaria professionalizzante offerti dagli ITS (Istituti Tecnici Superiori).

L’istruzione obbligatoria ha la durata di 10 anni, da 6 a 16 anni di età, e comprende gli otto anni del primo ciclo di istruzione e i primi due anni del secondo ciclo, che possono essere frequentati nella scuola secondaria di secondo grado – statale – o nei percorsi di istruzione e formazione professionale regionale.

Inoltre, per tutti i giovani si applica il diritto/dovere di istruzione e formazione per almeno 12 anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica professionale triennale entro il 18° anno di età in base a quanto previsto dalla legge n.53/2003.

L’istruzione obbligatoria può essere realizzata nelle scuole statali e nelle scuole paritarie, che costituiscono il sistema pubblico di istruzione, ma può essere assolta anche nelle scuole non paritarie  o attraverso l’istruzione familiare. In questi ultimi due casi, però, l’assolvimento dell’obbligo di istruzione deve sottostare ad una serie di condizioni, quali l’effettuazione di esami di idoneità.

 

Sistema integrato 0-6 anni

Il sistema integrato zero-sei anni, non è obbligatorio, è articolato in:

  • servizi educativi per l’infanzia¸ gestiti dagli Enti locali, direttamente o attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, che accolgono i bambini tra i tre e i trentasei mesi;
  • scuola dell’infanzia, che può essere gestita dallo Stato, dagli Enti locali, direttamente o attraverso la stipula di convenzioni, da altri enti pubblici o dai privati, che accoglie i bambini tra i tre e i sei anni;

La scuola dell’infanzia è aperta a tutti i bambini italiani e stranieri che abbiano un’età compresa fra i tre e i cinque anni compiuti entro il 31 dicembre. Ha durata triennale e non è obbligatoria. Questa prima fase del percorso di istruzione serve all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale dei bambini, favorendone l’autonomia, la creatività, l’apprendimento. Possono iscriversi alla scuola dell’infanzia i bambini che compiono tre anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento. Tale possibilità è, comunque, subordinata alle seguenti condizioni (Decreto del Presidente della Repubblica 89/2009 di revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, art. 2):

  1. disponibilità dei posti;
  2. accertamento dell’avvenuto esaurimento di eventuali liste di attesa;
  3. disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell’agibilità e funzionalità, tali da rispondere alle diverse esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni;
  4. valutazione pedagogica e didattica, da parte del collegio dei docenti, dei tempi e delle modalità dell’accoglienza.

Primo ciclo di istruzione

Il primo ciclo di istruzione si articola in due percorsi scolastici consecutivi e obbligatori:

  • la scuola primaria, della durata di cinque anni, detta anche scuola elementare, permette ai bambini di acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità logico-critiche (Legge 53/2003). La frequenza alla scuola primaria è obbligatoria per tutti i ragazzi italiani e stranieri che abbiano compiuto sei anni di età entro il 31 dicembre. L’iscrizione è facoltativa per chi compie sei anni entro il 30 aprile dell’anno successivo;
  • la scuola secondaria di primo grado, della durata di tre anni, ovvero la scuola media, attraverso le discipline, è finalizzata alla crescita delle capacità autonome di studio e di interazione sociale; si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al secondo ciclo. La frequenza alla scuola secondaria di primo grado è obbligatoria per tutti i ragazzi italiani e stranieri che abbiano concluso il percorso della scuola primaria. Il primo ciclo di istruzione si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al secondo ciclo.

Secondo ciclo di istruzione – Obbligo scolastico e Obbligo formativo

Per quanto concerne il secondo ciclo di istruzione, la scuola secondaria di secondo grado (Superiori) si divide in due grandi segmenti o “sistemi”: quello dell’Istruzione da un lato e quello dell’Istruzione e Formazione professionale (IeFP) dall’altro; il primo, di competenza statale, comprende i Licei, gli Istituti Tecnici (IT) e gli Istituti Professionali (IP); il secondo, di competenza regionale, i percorsi di IeFP.

Con la Legge 53/2003 (art. 2, 1° comma, lett. c) ed i successivi Decreti legislativi (76/05 e 226/05) è stato introdotto il diritto-dovere all’istruzione.

L’obbligo di istruzione, introdotto dalla Legge 296 del 27 dicembre 2006, è collocato all’interno del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione e si assolve frequentando la scuola primaria, la scuola secondaria di primo e il primo biennio di scuola secondaria di II grado o anche frequentando i percorsi di istruzione e formazione professionale.

I giovani e le giovani che hanno compiuto i 15 anni di età possono assolvere l’obbligo di istruzione anche tramite la stipula di un contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (Decreto Legislativo n. 167 del 14 settembre 2011).

Gli studenti che non hanno conseguito il titolo conclusivo dei primo ciclo e che hanno compiuto il sedicesimo anno di età possono conseguire tale titolo presso i Centri Provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA).

L’obbligo formativo, introdotto dalla Legge n. 144/1999 (Articolo 68) e integrato dalla Legge 53/2003 e dal Decreto Legge 76/05, prolunga la durata dei percorsi formativi rispetto al passato, allineandosi così agli altri paesi dell’Unione Europea e riconosce pari dignità ai diversi percorsi formativi: l’Istruzione Scolastica, la Formazione Professionale e l’Apprendistato, prevedendo il diritto/dovere dei giovani che hanno assolto all’obbligo scolastico, a frequentare attività formative fino all’età di 18 anni, oppure fino al conseguimento di un Diploma di Stato o di una Qualifica Professionale.

Dall’anno scolastico 2010/2011, in seguito alla riforma, il cosiddetto “riordino” del secondo ciclo di istruzione, il sistema di istruzione secondaria superiore è stato rivisto per offrire un panorama più chiaro per le scelte delle famiglie e si articola in:

Licei. Ogni liceo dura cinque anni. Si articola in due bienni e in un quinto anno al termine del quale si sostiene l’esame di Stato, propedeutico al proseguimento degli studi universitari. Sono previsti sei percorsi, alcuni dei quali si articolano in indirizzi, oppure prevedono un’opzione, cioè un piano di studi diverso rispetto a quello principale:

  • Liceo artistico – indirizzo Arti figurative, Architettura e ambiente, indirizzo Design, Audiovisivo e multimediale, indirizzo Grafica, Scenografia
  • Liceo classico
  • Liceo linguistico
  • Liceo musicale e coreutico, con le sezioni Musicale e Coreutica
  • Liceo scientifico e opzione scienze applicate
  • Liceo delle scienze umane e opzione economico-sociale

 

Istituti tecnici. Tutti hanno la durata di cinque anni e si articolano in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale si sostiene l’esame di Stato e si consegue il diploma di istruzione tecnica propedeutico al proseguimento degli studi universitari.
Gli Istituti tecnici si ripartiscono in due settori:

  • il settore Economico articolato in due indirizzi (indirizzo Amministrazione, Finanza e marketing, indirizzo Turismo);
  • il settore Tecnologico articolato in 9 indirizzi (indirizzo Meccanica, meccatronica ed energia, indirizzo Trasporti e logistica, indirizzo Elettronica ed elettrotecnica, indirizzo Informatica e telecomunicazioni, indirizzo Grafica e comunicazione, indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie, indirizzo Sistema moda, indirizzo Agraria, agroalimentare e agroindustria, indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio).

Sono previste articolazioni ed opzioni per corrispondere alle diverse e specifiche esigenze produttive.

 

Istituti professionali. Hanno la durata di cinque anni e sono articolati in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale si sostiene l’esame di Stato e si consegue il diploma di istruzione professionale utile anche alla continuazione degli studi in qualunque facoltà universitaria. Gli istituti professionali si ripartiscono in due settori:

  • il settore dei servizi articolato in quattro indirizzi (indirizzo Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, indirizzo Servizi socio-sanitari, indirizzo Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, indirizzo servizi commerciali);
  • il settore industria e artigianato articolato in due indirizzi (indirizzo Produzioni industriali e artigianali e indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica).

Per maggiori informazioni: clicca qui.

Anche il sistema di istruzione e formazione professionale ha subito un ridimensionamento: sono stati attivati 21 percorsi triennali, successivamente diventati 22. Per approfondire clicca qui (link al Il sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) in Emilia Romagna.

 

Il diritto dovere all’istruzione e alla formazione per alunni immigrati in Italia

I minori di cittadinanza non italiana presenti sul territorio nazionale sono soggetti al diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani, nelle scuole di ogni ordine e grado (D.Lgs. 286/1998 e relativo regolamento D.P.R. 394/1999).

I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Essi sono soggetti all’obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia. L’iscrizione dei minori stranieri nelle scuote italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani.” D.P.R. 394/99, art. 45, co. 1.

La posizione del minore risulta autonoma rispetto a quella dei suoi familiari irregolarmente presenti in Italia ed essa non impedisce comunque l’esercizio del diritto di accesso all’istruzione di ogni ordine e grado, anche nel caso di scuola dell’infanzia.

I minori stranieri comunque presenti in Italia hanno quindi il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. L’inosservanza di questo obbligo da parte dei genitori o dei responsabili del minore comporta una sanzione penale prevista dall’articolo 731 del codice penale. Inoltre, l’inadempimento all’obbligo di istruzione dei figli minori determina la perdita integrale dei crediti assegnati all’atto della sottoscrizione dell’accordo di integrazione e di quelli successivamente conseguiti e la risoluzione dell’accordo per inadempimento.

La normativa generale in tema di diritto-dovere all’istruzione prevede l’obbligo di istruzione per dieci anni e l’obbligo formativo fino ai 18 anni, con il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale (articolo 1, paragrafi 2 e 3, del Decreto Legge 76/05, articolo 1, paragrafo 1, del Dlgs 226/05, articolo 1, paragrafo 622, della Legge 296 del 27 dicembre 2006, articolo 1 del D.M. MIUR 22 agosto 2007).

A partire dal compimento dei 16 anni i minori stranieri che non abbiano ancora assolto all’obbligo di istruzione possono essere ammessi alla frequenza dei Centri Territoriali Permanenti (CTP), istituiti con l’Ordinanza Ministeriale 455 del 29 luglio 1997, che offrono corsi di italiano, ma anche attività culturali, istruzione e formazione per adulti ed elementi di educazione civica e sui diritti e doveri del cittadino. Essi consentono agli utenti, di cui circa la metà sono stranieri, di sostenere e sviluppare percorsi integrati tra istruzione scolastica, formazione professionale e corsi serali degli istituti tecnici e professionali, in cui conseguire i titoli di studio, qualifiche e competenze linguistiche.

A partire dall’anno scolastico 2014/2015 ai CTP si aggiungono i Centri Provinciali di Istruzione per Adulti (CPIA) ai sensi del Decreto Ministeriale del 25 ottobre 2007 di riorganizzazione dei CTP, destinati a sostituire i primi. I CPIA conseguono l’obiettivo della coesione sociale e della creazione di occasioni di sviluppo anche mediante la collaborazione con Centri per l’impiego o altre agenzie per il lavoro, gli enti accreditati per la formazione professionale e le Regioni.

 

Il sistema dell’istruzione superiore è organizzato come segue:

Università. L’Italia è stata uno dei primi Paesi ad aderire al processo di Bologna organizzando l’istruzione superiore in percorsi di primo, secondo e terzo ciclo. Nella quasi totalità delle università, già dall’anno accademico 1999/2000, il ciclo degli studi all’università è articolato su tre livelli:

  • Laurea triennale (3 anni);
  • Laurea magistrale, ex-laurea specialistica (2 anni)
  • Dottorato di ricerca (3 anni) o scuola di specializzazione (2-5 anni).

In grande prevalenza in Italia gli istituti di istruzione universitaria sono statali (un centinaio), ma ci sono circa una trentina università non statali (anche telematiche). Ci sono poi altre tipologie di istituzioni che rilasciano titoli equipollenti a quelli universitari: le scuole superiori per mediatori linguistici (Ssml) e istituti di specializzazione in psicoterapia.

Alta formazione artistica e musicale (Afam) a cui afferiscono:

  • Accademie di belle arti
  • Istituti superiori per le industrie artistiche (Isia)
  • Accademia nazionale di arte drammatica
  • Conservatori di musica
  • Accademia nazionale di danza

 

Istituti tecnici superiori (Its), si configurano come fondazioni di partecipazione, l’offerta è distribuita su tutto il territorio nazionale e offrono una formazione nelle seguenti sei aree tecnologiche: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, nuove tecnologie per il made in Italy, tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – turismo e tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Altri istituti superiori che offrono istruzione superiore non terziaria:

  • Scuola nazionale di cinema (Centro sperimentale di cinematografia)
  • Istituto centrale del restauro
  • Scuola di restauro del mosaico
  • Scuola dell’Opificio delle pietre dure
  • Scuole di archivistica paleografia e diplomatica
  • Accademie militari
  • Istituto centrale per la patologia del libro
  • Fondazione per la conservazione e il restauro dei beni librari

Legislazione di riferimento

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